domenica 21 ottobre 2007

Recensione: quel treno per yuma



Mai mi era capitato di poter osservare un "western" in un cinema.

Mi sono sempre accontentato dei dvd del sempreverde sergio leone: da "per un pugno di dollari" a "il buono,il brutto e il cattivo".

Il western,pero', è un genere che non mi ha mai attratto eccessivamente.


Ma,presupposto che nella vita ci sia sempre una prima volta, mi sono fatto coraggio e ,con una sana dose di disappunto e scetticismo, mi sono recato al cinema "silvio pellico" di saronno per poter osservare "quel treno per yuma" di james mangold.


Remake del magniloquente 3:10 to yuma ,con il mai dimenticato peter fonda, "quel treno per yuma" narra del viaggio che Dan Evans,menomato tiratore scelto reduce di guerra, dovrà compiere per scortare Ben wade, notissimo criminale dal codice morale inattacabile.
Dan (christian bale) è un reduce della guerra di indipendenza. Ritiratosi in campagna, esercita la professione di umile allevatore.
Per ottenere un premio di 200 dollari ,accetta l'incarico di scortare uno dei piu' pericolosi criminali in circolazione,Ben wade (interpretato da un magistrale russel crowe) ,per salire sul treno delle 3:10 diretto a yuma, il luogo dove il malfattore dovrà essere giustiziato.
L'adrenalinico viaggio risulterà un'intenso turbinio di emozioni e colpi di scena che accompagneranno lo spettatore sino ad un inatteso finale.
Premesso che,dopo la visione di questo film, dovro' assolutamente visionare l'originale 3:10 to yuma, mi limito a giudicare questo film come un prodotto senza collegamenti col passato,nuovo.
James mangold,conferisce a questo western (che mi pare essere il primo dopo 20 anni di produzioni cinematografiche) una sostanziale profondità.
Certo, aiutano le interpretazioni dei protgonisti,chirstain bale e russel crowe, ma questo prodotto mi ha lasciato una sensazione di totale appagamento.
Si tratta,infatti, di un film che riesce a emozionare in modo serio e approfondito senza snobbare caricature e battute irriverenti.
Le poderose cavalcate nelle desolate e assolate pianure americane sono rese con incredibile spettacolarità, come mai si era fatto prima in un western.
Il paragone col passato è ,difatti, doveroso.
L'evoluzione del western è notevole.
Si tratta di un genere che puo' essere aiutato poco dalla CGI e dove tutto risulta realistico,spontaneo e privo di virtualismi.
Quel treno per yuma è un ottimo esempiodi classicismo cinematografico.
E' completamente realizzato con tecnologie evolute,ma i segnid ella digitalizzazione sono assolutamente inesistenti.
E' ottimo ,dunque, assistere a questi virtuosismi anche se risulta impossibile paragonare "quel treno per yuma" con i grandi classici del genere.
Si tratta pero' di un riuscitissimo tentativo che merita di essere apprezzato per il coraggio con cui si è proposto d un pubblico, ormai non piu' abituato alle grandi cavalcate nel selvaggio west.
Vi lascio al trailer:


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