Dopo una lunga assenza, torno per un post tutt'altro che piacevole.
Oggi è scomparso all'età di 64 anni Tonino Accolla, istrionico doppiatore cinematografico e televisivo. Celebri le sue reinterpretazioni di Eddie Murphy per il quale ha creato la famigerata risata che contribuì a renderlo celebre in Italia e per il suo leggendario lavoro in qualità di doppiatore ufficiale di Homer Simpsons grazie al quale a contribuito a rendere famigerata anche nella nostra penisola la figura animata più celebre del pianeta.
Voci che non si dimenticano.
domenica 14 luglio 2013
domenica 2 giugno 2013
A volte ritornano
E' risaputo.
Scrivere una tesi ed essere dei cinefili (per quanto timidi ed inesperti), richiede sempre dosi di pazienza spesso indisponibili.
Talvolta è impossibile anche solo pensare di poter coniugare le due cose.
Paradossalmente il periodo (e la mia nuova compagna di avventure cinematografiche) è stato saturo di utili consigli , rendendo possibile persino ad un convinto sostenitore della fantascienza, dell'avventura e del thriller a piegarsi ai voleri della commedia brillante e del dramma nelle sale cinematografiche.
In questo periodo di lunga assenza dalle pagine del blog ho avuto modo di valutare le recenti produzioni americane che meritano approfondite recensioni che saranno pubblicate a breve.
Nel frattempo consiglio la visione dei film che saranno recensiti:
-"La frode" di Nicholas Jarecki. Thriller drammatico di ampie vedute con finale inaspettato e un Richard Gere in una delle sue interpretazioni più convincenti.
-"Come un tuono" Di Derek Cianfrance: Lungo Dramma generazionale di una storia di vita normale con retroscena realistici ma talvolta forzati.
-"Il lato positivo" di David O. Russel. Commedia brillante con toni drammatici di grande pregio. Ben sviluppata con personaggi convincenti. De Niro valore aggiunto. Cooper, stella ascendente di gran rilievo.
-"Una notte da leoni 3": Se non siete appassionati della trilogia: Evitabile. Se siete appassionati della saga: imperdibile, risate assicurate con un finale agrodolce ed esplosivo per una trilogia che, a parere di chi vi scrive, racconta una storia d'amicizia forte e folle.
Parentesi CANNES 2013:
Steven Spielberg, Presidente di assoluta eccezione di questa interessante edizione del festival di Cannes, ancora sfortunata per il cinema italiano.
FILM IN CONCORSO:
- Jeune et Jolie, regia di François Ozon (Francia)
- Heli, regia di Amat Escalante (Messico)
- Le passé, regia di Asghar Farhadi (Francia)
- Tian Zhu Ding, regia di Jia Zhangke (Cina)
- Jimmy P. (Psychotherapy of a Plains Indian), regia di Arnaud Desplechin (Francia/Stati Uniti d'America)
- Soshite Chichi Ni Naru, regia di Hirokazu Kore-eda (Giappone)
- Inside Llewyn Davis, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America)
- Borgman, regia di Alex Van Warmerdam (Paesi Bassi)
- Wara No Tate, regia di Takashi Miike (Giappone)
- Un château en Italie, regia di Valeria Bruni Tedeschi (Francia)
- La grande bellezza, regia di Paolo Sorrentino (Italia/Francia)
- Behind the Candelabra, regia di Steven Soderbergh (Stati Uniti d'America)
- Solo Dio perdona (Only God Forgives), regia di Nicolas Winding Refn (Francia/Danimarca)
- Grigris, regia di Mahamat-Saleh Haroun (Francia/Ciad)
- Nebraska, regia di Alexander Payne (Stati Uniti d'America)
- La Vie d'Adèle, regia di Abdellatif Kechiche (Francia/Belgio/Spagna)
- The Immigrant, regia di James Gray (Stati Uniti d'America)
- Michael Kohlhaas, regia di Arnaud des Pallières (Francia/Germania)
- Venere in pelliccia (La Vénus à la fourrure), regia di Roman Polański (Francia)
- Only Lovers Left Alive, regia di Jim Jarmusch (Stati Uniti d'America)
Palmarès
Concorso
- Palma d'oro: La Vie d'Adèle, regia di Abdellatif Kechiche (Francia/Belgio/Spagna)
- Grand Prix Speciale della Giuria: Inside Llewyn Davis, regia di Joel ed Ethan Coen (Stati Uniti d'America)
- Prix de la mise en scène: Heli, regia di Amat Escalante (Messico)
- Prix du scénario: Tian Zhu Ding, regia di Jia Zhangke (Cina)
- Prix d'interprétation féminine: Bérénice Bejo per Le passé di Asghar Farhadi
- Prix d'interprétation masculine: Bruce Dern per Nebraska di Alexander Payne
- Premio della giuria: Soshite Chichi Ni Naru, regia di Hirokazu Kore-eda (Giappone)
Un Certain Regard
- Premio Un Certain Regard: L'Image manquante, regia di Rithy Pahn
- Premio della giuria: Omar, regia di Hany Abu-Assad
- Premio per la regia: Alain Guiraudie per L'Inconnu du lac
- Premio A Certain Talent: al cast di La Jaula de Oro, regia di Diego Quemada-Diez
- Premio Avenir: Fruitvale Station, regia di Ryan Coogler
Settimana Internazionale della Critica
- Gran Premio Settimana Internazionale della Critica: Salvo, regia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Italia/Francia)
- Premio SACD: Le Démantèlement, regia di Sébastien Pilote (Canada)
Quinzaine des Réalisateurs
- Premio Art Cinéma: Les Garçons et Guillaume, à table!, regia di Guillaume Gallienne (Francia)
- Premio Europa Cinema Label: The Selfish Giant, regia di Clio Barnard (Regno Unito)
- Premio SACD: Les Garçons et Guillaume, à table!, regia di Guillaume Gallienne (Francia)
Altri premi
- Caméra d'or: Ilo Ilo, regia di Anthony Chen (Singapore)
- Premio Fipresci:
- Concorso: La Vie d'Adèle, regia di Abdellatif Kechiche
- Un Certain Regard: Manuscripts Don't Burn, regia di Mohammad Rasoulof
- Sezioni collaterali: Blue Ruin, regia di Jeremy Saulnier
- Premio della Giuria Ecumenica: Le passé, regia di Asghar Farhadi
- Menzione speciale della Giuria Ecumenica: Soshite chichi ni naru, regia di Hirokazu Kore-eda, e Miele, regia di Valeria Golino
- Queer Palm: L'Inconnu du lac, regia di Alain Guiraudie
- Trofeo Chopard:
- Rivelazione femminile: Blanca Suárez
- Rivelazione maschile: Jeremy Irvine
- Premio François Chalais: Grand Central, regia di Rebecca Zlotowski
- Palm dog: Baby Boy in Behind the Candelabra
Vi lascio al trailer de "L'uomo d'acciaio" , ultima fatica di Zack Snyder con Christopher Nolan produttore, incentrata sulle vicende di Superman alias Clark Kent. Un reboot che sta dividendo critica e pubblico ma merita un'attenta valutazione.
(in copertina: Una notte da leoni e La grande promessa).
martedì 8 gennaio 2013
Recensioni FLASH e anteprime 2013
A volte ritornano. Questo blog è così. tra il serio e faceto, tra una stagione e l'altra, se l'autore se ne preoccupa (o trova il tempo di preoccuparsene), spunta fuori qualche recensione più o meno accettabile.
Il periodo Natalizio ci regala grandi capolavori, antologie epiche, ritorni al passato e tuffi in un futuro cinematografico che sembra soverchiato dall'opprimente presenza di fantasmi antesignani.
Cogan : Può un solo lungometraggio definirsi simultaneamente ben fatto e assolutamente evitabile?
La risposta non è si. Non è no. Due possibilità mutuamente escludibili ed esclusive. La risposta è COGAN di Andrew Dominik.
Libro dello sfortunatamente poco noto in Italia George Higgins (talmente poco noto da risultare MAI tradotto se non grazie a questo film che convince einaudi a proporci una discreta traduzione di un libro ben fatto ma annichilente. Proprio quel Cogan's trade, dal quale è sceneggiato questo film). Luci, regia, montaggio perfetti. Sceneggiatura inconsistente e pretenziosa. Retorica da pub. Prive di significato le incursioni televisive di Obama che rimandano alla complessa e scompaginata situazione sociopolitica attuale degli States, peraltro alterando COMPLETAMENTE il contesto storico del romanzo di Higgins.
Eppure, non troverete in nessuna galleria cinematografica, in nessun altro film una rivisitazione così curata e attinente al libro come in questo COGAN. Si stravolge la timeline ma ogni dettaglio, situazione, ambiente e dialogo è reso alla perfezione. A primo acchitto (ma anche al centesimo) il film si ricorda per la lunghezza di dialoghi inconcludenti ed enormi. Non è difetto di scena o regia ma mera trascrizione da libro.
Il prodotto è godibile ma fuori da un canone di classificazione classico che lo rendono accettabile per chi conosce regista, libro e scrittore (discreta anche l'interpretazione di Pitt e di Gandolfini attorno il quale il film VIVE per 40 minuti abbondanti) ma assolutamente esacerbante per chi non conosca il primo, il secondo e il terzo. Scene da : "Io me ne vado. Che merda di film" in sala.
Lezione gratis: Tarantino si nasce, non si diventa.
Lo Hobbit: Vuoi rivivere gli epici clamori della trilogia de: "Il signore degli anelli"?
Vuoi affrontare orde oscure di Uruk-hai e goblin?
Vuoi abbandonarti a due clamorose ore e mezzo di pura avventura leggendaria?
Pensi di trovare risposta ne "Lo hobbit"?
Se. buona notte:
Intendiamoci. Gran film. Ben fatto. Ben riuscito ,Certo. A patto di dimenticare che il suo antesignano spirituale è preceduto da una schiera di Oscar che da sola basterebbe a rifondere i depositi di acciaio dell'ILVA. Le musiche riciclate contribuiscono ad aiutare i nostalgici (come il sottoscritto NDA) a rivivere i passi del SDA. Ma manca il perno centrale che rese la trilogia originale quasi evangelica. Mister Jackson si rifarà (se ce ne fosse bisogno) con le prossime due avventure della trilogia? siamo sicuri di si.
Avviso: Volete assistere ad una proiezione in HFR3D? Auguri, fatemi sapere. E fate sapere anche al vostro ottico.
Nota: chi vi scrive non è un cultore di Tolkien nè un grande appassionato della terra di mezzo o del Fantasy in senso generale.
Anteprime: Da tenere d'occhio durante il 2013.
LA MIGLIORE OFFERTA: Nuovo profondo lungometraggio di Giuseppe Tornatore. Acclamato dalla critica, e pubblico. Già nelle sale. Coinvolgente.
PACIFIC RIM (obnubilante e mastodontica opera di Guillermo del Toro)
L'UOMO D'ACCIAIO: (profondo riadattamento che spera di ridare vita a Superman dopo recenti disastri cinematografici e anni di dimenticatoio. Diretto Dal Zack Snyder di 300 e prodotto da Sua Maestà del cinema Christopher Nolan)
Vi lascio ai trailer di "Pacific Rim" e "L'uomo D'acciaio"
Il periodo Natalizio ci regala grandi capolavori, antologie epiche, ritorni al passato e tuffi in un futuro cinematografico che sembra soverchiato dall'opprimente presenza di fantasmi antesignani.
Cogan : Può un solo lungometraggio definirsi simultaneamente ben fatto e assolutamente evitabile?
La risposta non è si. Non è no. Due possibilità mutuamente escludibili ed esclusive. La risposta è COGAN di Andrew Dominik.
Libro dello sfortunatamente poco noto in Italia George Higgins (talmente poco noto da risultare MAI tradotto se non grazie a questo film che convince einaudi a proporci una discreta traduzione di un libro ben fatto ma annichilente. Proprio quel Cogan's trade, dal quale è sceneggiato questo film). Luci, regia, montaggio perfetti. Sceneggiatura inconsistente e pretenziosa. Retorica da pub. Prive di significato le incursioni televisive di Obama che rimandano alla complessa e scompaginata situazione sociopolitica attuale degli States, peraltro alterando COMPLETAMENTE il contesto storico del romanzo di Higgins.
Eppure, non troverete in nessuna galleria cinematografica, in nessun altro film una rivisitazione così curata e attinente al libro come in questo COGAN. Si stravolge la timeline ma ogni dettaglio, situazione, ambiente e dialogo è reso alla perfezione. A primo acchitto (ma anche al centesimo) il film si ricorda per la lunghezza di dialoghi inconcludenti ed enormi. Non è difetto di scena o regia ma mera trascrizione da libro.
Il prodotto è godibile ma fuori da un canone di classificazione classico che lo rendono accettabile per chi conosce regista, libro e scrittore (discreta anche l'interpretazione di Pitt e di Gandolfini attorno il quale il film VIVE per 40 minuti abbondanti) ma assolutamente esacerbante per chi non conosca il primo, il secondo e il terzo. Scene da : "Io me ne vado. Che merda di film" in sala.
Lezione gratis: Tarantino si nasce, non si diventa.
Lo Hobbit: Vuoi rivivere gli epici clamori della trilogia de: "Il signore degli anelli"?
Vuoi affrontare orde oscure di Uruk-hai e goblin?
Vuoi abbandonarti a due clamorose ore e mezzo di pura avventura leggendaria?
Pensi di trovare risposta ne "Lo hobbit"?
Se. buona notte:
Intendiamoci. Gran film. Ben fatto. Ben riuscito ,Certo. A patto di dimenticare che il suo antesignano spirituale è preceduto da una schiera di Oscar che da sola basterebbe a rifondere i depositi di acciaio dell'ILVA. Le musiche riciclate contribuiscono ad aiutare i nostalgici (come il sottoscritto NDA) a rivivere i passi del SDA. Ma manca il perno centrale che rese la trilogia originale quasi evangelica. Mister Jackson si rifarà (se ce ne fosse bisogno) con le prossime due avventure della trilogia? siamo sicuri di si.
Avviso: Volete assistere ad una proiezione in HFR3D? Auguri, fatemi sapere. E fate sapere anche al vostro ottico.
Nota: chi vi scrive non è un cultore di Tolkien nè un grande appassionato della terra di mezzo o del Fantasy in senso generale.
Anteprime: Da tenere d'occhio durante il 2013.
LA MIGLIORE OFFERTA: Nuovo profondo lungometraggio di Giuseppe Tornatore. Acclamato dalla critica, e pubblico. Già nelle sale. Coinvolgente.
PACIFIC RIM (obnubilante e mastodontica opera di Guillermo del Toro)
L'UOMO D'ACCIAIO: (profondo riadattamento che spera di ridare vita a Superman dopo recenti disastri cinematografici e anni di dimenticatoio. Diretto Dal Zack Snyder di 300 e prodotto da Sua Maestà del cinema Christopher Nolan)
Vi lascio ai trailer di "Pacific Rim" e "L'uomo D'acciaio"
domenica 2 settembre 2012
Il retaggio del Cavaliere Oscuro
Un'improvvisa soffusione Nera, i toni cupi di una colonna sonora in crescendo e il pannello permaflux che proietta il titolo del film. Classico di Nolan. Nel finale, Il titolo. Come un ambiguo rito circadiano.
I finali fanno paura, lasciano agli spettatori enigmi più o meno inutili, spesso di difficile soluzione. La risposta cade in un limbo di perdizione e l'amarezza per un epilogo decisamente migliore si fa' strada nella mente dello spettatore mainstream.
Oggi è diverso. E' un finale difficile da descrivere a parole. Non perchè sia complesso da un punto di vista scrittoriale. Anzi, nella sua banalità potrebbe quasi essere scontato, posticcio, disarmonico. Ma l'epicità della narrazione e il fatto che tutto quadri esattamente come lo avevi immaginato, con un piacevole equilibrio agrodolce ma corretto, non ti lascia indifferente. Ti esalta.
E' solo un film. Si, forse.
Ma se la sala balza in visibilio sulle poltrone compiendo con le mani quel gesto di tripudio che lasceresti per ben altri ambienti e ben differenti contesti, C'è da chiedersi se non ci sia di più.
Se quella folla applaude in modo spontaneo e collettivo, senza inviti, senza macchinazioni artificiose di fronte a qualcosa che non potrebbe essere più sterile di un pannello sul quale scorrono dei titoli di coda, allora hai da riflettere.
Le facce di chi esce dalla sala sono la testimonianza diretta e imprescindibile di un diffuso senso di placida soddisfazione. Pochi storcono il naso e se lo fanno è perchè quel titolo alla fine del film , segna la fine di un ciclo straordinario.
"Il cavaliere oscuro: il ritorno" è tutto questo.
Capitolo finale della Trilogia del Cavaliere di Gotham di Christopher Nolan, non è solo un lungometraggio di pregevole fattura dedicato ai supereroi di fumettistico battesimo. E' un Fanta-Noir dai toni cupi di magistrale mestiere.
Sono trascorsi otto anni dalla Morte di Harvey Dent, il paradossale "Due Facce" che ne "Il cavaliere oscuro" aveva dimostrato come i buoni possano cadere in perdizione costernati dalle loro debolezze, se costretti a soffrire per la scomparsa delle persone che amano. I piani furono orchestrati da Joker, interpretato da uno straordinario Heath Ledger agli apici della sua carriera, prematuramente scomparso e capace di fornire una prestazione unanimamente riconosciuta da pubblico e critica come una delle più convincenti e appassionanti della cinematografia moderna.
Il folle pagliaccio,però, dimentica che il cavaliere di Gotham è disposto a tutto pur di garantire la giustizia inequivocabile e assoluta e si assume la colpa degli orrendi delitti di Due facce pur di restituire alla città la speranzosa figura incorruttibile di Dent procuratore incorruttibile.
Dopo un interminabile esilio, Batman è costretto a tornare per fronteggiare un nemico forse al di sopra delle sue capacità sebbene lo affianchi una affascinante pseudo-alleata.
I temi affrontati ne "Il cavaliere oscuro: il ritorno" sono numerosi e non sono generalmente tipici del cine-comic. Questa peculiarità sospinge il terzo capitolo della trilogia di Nolan a livelli di profondità ineguagliati. Il dramma della perdita dei cari, la difficile scelta del commissario Gordon di celare la realtà per un fine più grande, la sofferenza fisica, la tenacia,la volontà, la paura della morte del Wayne uomo e la rappresaglia sociale come metodo di realizzazione personale e globale nonchè la scelta tra un'esistenza libera ma scevra in realtà da ogni controllo sulle proprie decisioni, sono solo alcune delle tematiche che Nolan approfondisce. Lo stesso atto di rappresaglia, una sorte di Golpe, narrato nel film è quantomai attuale e non può lasciare indifferenti il fatto che, pur impalcatura maestosa di un'opera di mera fantasia, sia estremamente e paurosamente verosimile.
Da un punto di vista squisitamente tecnico, la produzione si attesta su livelli altissimi per quanto concerne la fotografia, cromaticamente stabile su toni cupi, grigi con montaggi intelligenti, studiati, calibrati, mai affrettati o esasperati. Ci si concede anche qualche primo piano e campo lungo di lungimirante intensità.
La performance attoriale è di rara maestria. Potreste contare sulle dita di una sola mano, i cinecomic che si siano serviti di attori e attrici di così elevato prestigio e abilità per un lungometraggio adattato da fumetto. Oltre ai già positivamente valutati Christian Bale,uno strepitoso Morgan Freeman e un sempre luminoso Michael Caine, si affianca la convincente interpretazione di Anne Hathaway per Selina Kyle. Non dichiaro il nome per caso poichè , effettivamente, non ci si riferisce alla giovane ladra come "Catwoman". L'acclarata tradizione Nolaniana stempera (a ragione per alcuni , a torto per altri) i toni comic dell'intera trilogia adattandola ad un verosimile e plausibile contesto attuale dove, vuoi per buongusto, vuoi per una scarsa attitudine alla teatralità, il richiamo ai gatti sarebbe stata una scelta controtendente alla stilistica dei precedenti film. Ottima la caratterizzazione del personaggio femminile, scontroso, ironico, cinico ma triste e angosciato dai fantasmi del passato.
Il Wayne uomo è solo lo specchio terreno e socialmente (in)accettato che si fa' strada tra belle donne e lussuose automobili a Gotham City ma che ,di notte, indossa paradossalmente la maschera della sua vera essenza: L'implacabile giustiziere della notte che ,questa volta, sarà chiamato a fare perno sulle sue convinzioni più profonde e a ritrovare se stesso per sconfiggere un nemico che viene dal passato ma che è a lui più vicino di quanto non possa immaginare.
Script profondo, certo ma con qualche disattenzione e buco che in fase di revisione potevano essere evitati e levigati. Inezie oggettivamente poco evidenti ma presenti.
Maestosa la colonna sonora di Hans Zimmer che si rivela impeccabile e puntuale.
Il cavaliere oscuro è una piccola lezione di cinema e lo è l'intera trilogia.
Non solo da un punto di vista squisitamente tecnico ma nella pura ideologia.
L'idea che si possa sempre scegliere chi essere e che , in vita, siamo ciò che facciamo e non ciò che dichiariamo essere.
L'idea che "eroe" è chi ogni giorno dispende le proprie energie anche per donare il sorriso ad un bambino.
L'idea di totale assorbimento epico che questa trilogia dedica al mondo di Batman e all'immaginario cinematografico, la stereotipazione di concetti semplici divenuti cult e la massificazione dei simboli che questa opera di Nolan ha voluto dimostrare, costituiscono un'eredità importante, difficile da gestire su più piani.
Difficile per l'elevata qualità tecnica, complessa da eguagliare
Difficile per la qualità e la profondità di sceneggiatura.
Difficile da replicare per la perfetta commistione tra cupo idealismo e azione.
Pietra miliare per l'avvenire, dunque:
Che le sale continuino e incedano nell'applaudire ed esaltare l'angosciato ed eroico Cavaliere oscuro, la sua saga, Cristopher Nolan e il lascito ideologico e cinematografico che donano in retaggio.
Il retaggio del Cavaliere di Gotham.
martedì 7 agosto 2012
Considerazioni Conclusive stagione cinematografica 2011/2012
Il mese di Agosto segna la chiusura del Box office Italiano. Le uscite estive dopo Luglio sono spesso bistrattate, snobbate date le sale vuote degli affezionati spettatori ormai in villegiatura in chissà quale sperduta località marittima.
L'appassionato cinefilo sa',al contrario, che è il periodo estivo ad essere estremamente carico di sorprese interessanti, quello in cui i distributori cinematografici diffondono in pochissime copie, film tenuti sotto chiave per tutta la primavera che mai avrebbero trovato consensi nel Belpaese.
La nostra Italia non ha resistito all'arrembaggio invernale-primaverile dei Supereroi Marvel (Amazing Spiderman e il miracoloso The Avengers, che ricordiamo essere inaspettatamente nella top 4 degli incassi maggiori di ogni epoca) e si trova a fronteggiare le sale ben poco gremite con le seguenti uscite:
-Damsel in Distress (ragazze allo sbando) (1 Agosto)
-La congiura della Pietra nera ( 3 Agosto)
-Dream House (3 Agosto)
-Diario di una schiappa 3 - Vita da Cani (3 Agosto)
-Nudi e Felici (10 agosto)
-LOL pazza del mio migliore amico (17 agosto)
-I mercenari 2 (17 Agosto) . Piccola, personalissima nota. Il film è consigliabile. Non solo per gli appassionati di action (che ritrovano in questo lungometraggio pressochè ogni star di film di azione attualmente in vita se si esclude Steven Segal) ma anche per chi volesse approntare una serata cinematografica non impegnativa dal sapore movimentato.
-Madagascar 3: ricercati in Europa. (22 Agosto)
-Medianeras (24 agosto)
-Tutti i rumori del mare (24 agosto)
-Il cavaliere oscuro: il ritorno (29 agosto). Capitolo conclusivo della saga del cavaliere di Gotham. Ogni commento è superfluo. Se anche solo una minima passione per la visione di un lungometraggio vi abbia attraversato per un solo istante quello spazio compreso tra le due orecchie, aprite il protafoglio e concedete quegli 8 euro di biglietto alla commessa del vostro cinema. Recensione a fine Agosto.
-La faida (29 agosto)
-Eva (31 Agosto)
-Monsieur Lazhar (31 Agosto)
-Babycall (31 agosto)
-Womb (31 Agosto) (interessantissima science-fiction-drama)
-El Campo (31 agosto)
Situazione dei Cinema di Saronno:
Cinema Prealpi (ormai chiuso , fatevene una ragione, la diocesi ha parlato...)
Cinema Prealpi (ormai chiuso , fatevene una ragione, la diocesi ha parlato...)
Cinema Multisala Saronnese: Chiuso per ferie fino al 28/08/2012
Cinema Silvio Pellico: Sala principale chiusa fino al 22 Agosto. Rassegna "Cinema Sotto le stelle"in programma fino a fine mese nel cortile interno della bliboteca civica. Per info e programmi:
Silvio Pellico
Silvio Pellico
Vi lascio al Trailer de "Il cavaliere oscuro: il ritorno"
Buone Vacanze a tutti!
Buone Vacanze a tutti!
lunedì 2 aprile 2012
Anteprime: Titanic 3D e Act of Valor
Dopo una lunga assenza, riesumo il mio blog, ormai vetusto nella grafica ma eternamente fedele alla motivazione che ha portato alla sua apertura: la passione indiscussa,libera e irrinunciabile per il cinema.
Da dove riprendere, quindi?
Il 2012 vive il periodo più interessante da un punto di osservazione meramente cinematografico e ,Aprile, è in procinto di divenire il mese più interessante per il nostro paese.
Il 6 di Aprile segna il ritorno nelle sale di un lungometraggio che ,oltre ad aver segnato un punto di rottura fondamentale con la cinematografia del passato nel 1997, può fregiarsi di aver lasciato qualcosa in ogni spettatore.
E' TITANIC, magniloquente produzione di quel James Cameron che ,su 9 millimetri, avete potuto apprezzare per la recensione di "AVATAR" .
Al di là di mere autocitazioni, il suddetto regista è padre e fondatore della moderna cinematografia ibridata con la CGI, integrante l'ausilio tecnologico e (quasi) mai schiava dello stesso.
Torna il transatlantico più famoso e dal più infausto destino e i suoi due più importanti passeggeri interpretati dagli allora giovanissimi Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.
Rivive nei cinema di tutta Italia per un periodo limitato dal 6 Aprile in formato IMAX e per RealD3d distribuito in digitale.
Il ritorno al Titanic si preannuncia emozionante come il primo viaggio ,ormai lontano, iniziato il 19 Dicembre 1997.
Ulteriore grande interesse dovrebbe suscitare "Act Of Valor" , ritorno all'americanismo Militarista in chiave Embedded grazie all'ausilio di ex-soldati dei reparti speciali della marina statunitense.
I Navy Seals ,balzati agli onori della cronaca per essere stati impiegati nell'operazione che avrebbe portato all'eliminazione del nemico giurato degli Stati Uniti Osama BinLaden, saranno indubbiamente noti ai più accaniti cinefili che dovrebbero ricordarli per il non troppo felice"Soldato Jane" di Ridley Scott con una irriconoscibile Demi Moore nei panni di una giovane recluta in addestramento.
Che il pubblico italiano sia più clemente con i Seals, in questo nuovo lungometraggio del 2012, diretto da due ex-stuntment Mike McCoy e Scott Waugh in perenne equilibrio tra i realismi dei (veri) ex soldati addestrati come attori e gli adrenalinismi tipici del mondo videoludico?
La risposta, il 4 Aprile 2012.
Vi lascio ai trailer con una piccola riflessione personale sul mondo dell'intrattenimento cinematografico domestico che , in perenne mutazione, piange (si fa' per dire) oggi la sua prima vittima. Il colosso del noleggio "Blockbuster" chiude i battenti. Non solo i Saronnesi avranno percepito la verità della mia affermazione dato che il punto vendita della nostra città è ormai in fase di liquidazione (sia impiantistica che sullo stock dei dvd ormai venduti a prezzi imbarazzanti che oscillano tra i 3 e i 7 euro).
La catena ,infatti, chiude in tutta Italia e ,parzialmente, anche nel continente Natale statunitense dove 2/3 dei punti noleggio sono ,ormai, in fase di riconversione.
Nel belpaese, 700 operai a casa, una percentuale esigua riconvertita da commesso venditore di XBOX e DVD a commesso di parafarmacia (questo è il destino di quasi tutti i punti vendita).
Blockbuster si è già meritata un servizio sul noto programma di indagine "Le Iene" che vi invito a valutare tanto per farvi un'idea di come sia stata gestita la procedura fallimentare. (Pare intimino ai tesserati di pagare cifre varie per effettuare il recupero massivo dei crediti).
Ecco il servizio:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/293623/casciari-blockbuster.html
Blockbuster chiude per lo strapotere dello streaming e del Peer to peer. Lo streaming chiude per i ben noti problemi legali che ad esso seguitano.
Gli spettatori rimangono senza Blockbuster e Streaming.
Per fotuna ci resta il cinema (e le videocassette).
Matteo.
Trailer:
domenica 30 ottobre 2011
Anteprima: Le avventure di TIN TIN : il segreto del Liocorno
I cineasti entrati di diritto nella leggenda, si sa', sono fumantini e irrequieti.
Sfornano un progetto ogni 4-5 ( e più...) anni di inattività e ,quando lo fanno, possono sfociare in due esiti:
-Il capolavoro assoluto, indiscusso ed imprescindibile.
-Un colossale fallimento
Non esistono mezze misure, medie, normalità, sufficienze. Solo giudizi agli estremi opposti, antipodi e incomplementari.
E' il caso di Steven Spielberg e Peter Jackson che, concluse da tempo (forse troppo) le loro magiche peregrinazioni nelle luminescenti sale del Kodak Theatre di Los Angeles, si sono dedicati ad alcune produzioni di livello altalenante (Amabili resti, Indy IV... ndr) che hanno diviso popolo e critica .
Ritornano insieme per dirigere e produrre questa suggestiva rivisitazione del fumetto del Belga Hergè ,partorito prendendo in prestito i volti in motion capture di attori vivi (e neanche dei novellini usciti ieri dalla scuola di arti drammatiche: Jamie Bell, Daniel Craig su tutti) per adattarli ad una visionaria finzione di qualità ECCELSA.
Esperimento che non è più tale dati i precursori storici e ,talora, non così indimenticabili.
"Polar Express" e "La leggenda di Beowulf" fuorieri prima di tutti ed il capolavoro "A christmas carol" sempre del pioniere Robert Zemeckis passando per il sopravvalutato AVATAR.
Che lo gradiate o no, questo è il nuovo standard della cinematografia. Prendete i vostri attori, li agghindate con una tutina nera (non fate quella faccia. non avrete i costumisti sul libro paga...) , il volto pieno di sensori, un team di esperti grafici ed animatori e... arrivederci PIXAR.
Niente location, nessuna scenografia, niente costumi, nemanco truccatori . Ottimo, budget ridotti e innumerevoli capolavori pronti all'uso.
Sarebbe bello. E invece no. 135 milioni di dollari di plafond per la produzione di questo TIN TIN.
Anche questo è il cinema (spesso eccezionale) di oggi.
Presto pubblicherò la recensione e ,nell'attesa, vi lascio al trailer.
Uscita: 28/10/2011
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